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L’asperge en Italie: diminution des surfaces et retard pour la récolte de cette saison à cause du froid

Asparagi: aggiornamento della situazione nazionale a fine marzo 2021

Prosegue la tendenza alla diminuzione delle superfici coltivate ad asparago in Italia tra il 2020 ed il 2021, dopo anni di progressiva espansione. Il recente calo è il risultato della contrazione di alcuni bacini produttivi: primo tra tutti la Regione la Puglia, oggi posizionata su circa 5.000 ettari; in riduzione pure l’estensione in Lazio che conta oggi su circa 700 ettari, il calo interessa anche il Piemonte ed altri areali minori.

Nelle restanti aree italiane dove si concentra la coltivazione, il potenziale si conferma sostanzialmente stabile, se paragonato a quello dello scorso anno, come in Emilia-Romagna e Campania con circa 700 ettari ciascuna, in Veneto con oltre 1.900 ettari coltivati.

Il dato 2021 in Italia, in termini di superfici produttive, totalizza circa 9.700 ettari, in flessione di circa il 10% rispetto al 2020 (stima CSO Italy).

In questo inizio di stagione le raccolte di asparago in atto non risultano ancora così rilevanti. Il ritorno di freddo, che ha interessato il Nord Italia, oltre alle condizioni di instabilità al Centro-Sud dopo la metà marzo ha ostacolato lo sviluppo delle coltivazioni in campo aperto. Fino a questo momento, la maggior parte del prodotto italiano, è quasi esclusivamente di provenienza da impianti in serra o dai « tunnellini » di Campania, Lazio e Veneto.

In pieno campo, nonostante l’innalzamento termico di questi ultimi giorni, le quantità disponibili, di fatto, sono ancora quasi assenti o molto contenute, in tutti gli areali.

L’evoluzione nelle prossime settimane dipenderà in parte dalla situazione climatica: in caso di tempo stabile con temperature elevate, si attende una veloce progressione dei volumi; al contrario se la primavera proseguirà con tempo fresco e pioggia, l’offerta di prodotto disponibile dovrebbe essere più lineare.

Sul mercato italiano le quotazioni fino a questo momento sono risultate soddisfacenti, grazie anche alla richiesta elevata a fronte di una limitata offerta.

Fino a tutto il mese di marzo il volume di asparago in arrivo dalla Spagna è risultato più basso del consueto per via di un ritardo nelle raccolte. Prima ancora era disponibile prodotto in arrivo dall’oltremare (Messico e Perù) che ha beneficiato della bassa disponibilità generalizzata di prodotto precoce.

Il mercato nazionale è quello di maggiore destinazione delle produzioni italiane e proprio per il consumo domestico, nel corso del 2020, sono state acquistate oltre 26.500 tonnellate di asparagi. A differenza delle annate precedenti, nelle quali la specie stava mostrando un buon trend di crescita, il 2020 ha segnato una battuta d’arresto in termini quantitativi, con volumi posizionati al di sotto del 2019 del -8%.

In questa flessione può avere giocato un ruolo importante il cambiamento di abitudini del consumatore durante il lockdown imposto per il contenimento della diffusione del covid-19, proprio nel momento di piena commercializzazione dell’asparago.

In Germania, tradizionalmente principale mercato di sbocco per quanto concerne il nostro export, la coltivazione tende a diminuire in termini di superfici. La raccolta 2020 si è attestata su circa 118.000 tonnellate, in flessione del -10% sul 2019, a conferma della progressiva diminuzione in atto da alcuni anni.

Ritornando all’attualità, anche sul mercato tedesco fino ad ora i prezzi si sono mantenuti stabilmente su livelli elevati, superiori allo scorso anno, a parità di periodo. La domanda di prodotto è sostenuta e per quanto riguarda le quotazioni, gli operatori dopo le festività si attendono un calo fisiologico, ma con variazioni non significative.

Rimane un’incognita l’evoluzione del canale Horeca poiché non è prevedibile quando e in che misura il settore della ristorazione potrà ripartire. Nelle scorse settimane l’esportazione di asparago bianco da parte della Grecia in Germania aveva evidenziato un ritardo nella fase iniziale della stagione a causa delle basse temperature. Stesso andamento per la movimentazione della Spagna nel recente passato, ma progressivamente entrambe tenderanno ad aumentare lievemente nelle prossime settimane.

Fonte: CSO Italy per FreshPlaza.IT