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Larrere

At Larrere farms we produce organic asparagus. Fully committed into a CSR approach, the respect of nature, soils and plants is essential for us.  Our family farms are located in the heart of Les Landes in France, which is an historical production basin for asparagus growing. In order to extend our production season and to offer to our customers asparagus from January, we started to grow asparagus in our farm BVLH which is located in Comporta in the Alentejo region in Portugal. We chose this region because it is an area which has some very unique geological and climatic conditions, similar to what he have in Les Landes.

In both of our farms, asparagus fields are very close from the Atlantic coast, around ten kilometres from the ocean, and are surrounded by pine forests. The soils are mainly made up of a very clear sand which is typical of those regions. Those soils allow us to cultivate a product of excellence with a strong flavour typicality and sweet aromatic notes.  Today Larrere Farms are already well established on local and French markets but we have the ambition to continue to develop exports by creating partnerships at European and International levels.

 

 

Fleuron d’Anjou

Traditionally cultivated in the Maine and Loire region, asparagus constitutes a strategic product for the Fleuron d’Anjou cooperative, which plans to increase production to 1,000 tons on 200 hectares within 2 years. Beyond planting dynamics, volumes have risen three-fold since 2015, thanks to strength in several areas, including the commitment of the group of asparagus specialists and the arrival of some young producers. The firm’s technical support, its implementation of new itineraries and its marketing expertise have been reinforced by investments in production and stations. Fleuron d’Anjou’s offering is early, diversified and committed (20% organic and soon to be certified with HEV (High Environmental Value)). In order to meet gastronomic demands, work is currently being undertaken to develop the taste and storage life of asparagus as part of the project to promote the Val de Loire origin.

 

 

C’zon

Import Direct Service, the head of the C’ZON brand, is an import-export company for ready-to-use fresh fruits and vegetables.  It has only one conviction: to work directly with agricultural producers all over the world with the aim of bringing consumers a product that has naturally reached maturity. Acting in a short circuit, but not only, it also aims to charge a fixed price all year round on fresh products, without additives or preservatives, and with flawless traceability!  In bundles or in trays, asparagus has always been a key reference for this SME, which has been established in northern France since 2001. And recently, C’ZON launched a fine green asparagus from France! This is an opportunity to expand its range and meet new customer needs that have been considerably felt since the arrival of the pandemic we are currently experiencing. This new asparagus comes from a local production in the North of France, a Global Gap certified production, like all the fruits and vegetables of the brand! (Certification guaranteeing the use of good agricultural practices as well as maximum safety of the food products offered by the distributors).  It is hand-picked when ripe and has proven itself to be a good choice for customers… A new product that has already won over customers and that bodes well for the future! »

 

 

 

I produttori italiani investono ancora sull’asparago

Quella dell’asparago è una coltivazione che mantiene un trend  che consideriamo tuttora  positivo sotto il profilo commerciale visto l’andamento crescente  della domanda  da parte dei consumatori per tutte le tipologie di asparagi, verdi, bianchi e violetti. Gli investimenti in questo ultimo biennio,soprattutto nel Sud dell’Italia hanno subito  una flessione  già a partire dal2019, protrattasi anche nel 2020 poiché aggravata dai problemi commerciali connessi  alla pandemia da Coronavirus.  La motivazione del calo delle superfici investite ad asparago nel Sud Italia trova una motivazione legata sia ad aspetti agronomici, che ambientali, che hanno avuto ripercussioni negative sul reddito delle imprese.  Come sanno bene i produttori di asparago  le quantità raccolte oltre che dalla tecnica colturale,  sono influenzate in maniera determinante dalla scelta della varietà da coltivare. Purtroppo in questi ultimi anni, il proliferare di nuove varietà, spesso non verificate sperimentalmente per longevità e produttività, hanno costretto  i produttori a distruggere gli impianti a causa dello scarso reddito provocato  delle basse produzioni.

La Era post-covid 19

Nel 2020 la pandemia  ha comportato  la chiusura di bar ristoranti e mense (Horeca e ristorazione) e questo ha contribuito a ridurre  il consumo di asparagi non solo freschi, ma anche conservati e surgelati . Solo la commercializzazione verso la GDO e l’export hanno consentito vendite pressoché normali .Sempre nel 2020  la difficoltà di reperire la manodopera ha avuto un peso notevole sulle decisioni degli agricoltori di ridurre gli investimenti ed anche sulla decisione di abbandonare la raccolta in impianti giovani.

A complicare ulteriormente la situazione  è stato l’andamento climatico negativo degli ultimi anni caratterizzato da primavere siccitose e frequenti gelate come nel 2020 che hanno in parte compromesso la produzione. Anche per questa campagna 2021 la situazione  soprattutto in Puglia dove si coltivano circa  il 50 % degli asparagi italiani è difficile.   Gli abbassamenti termici e le abbondanti piogge stanno, come nell’annata precedente, nuovamente ritardando la raccolta  compromettendo ancora una volta le rese produttive. Al momento, per carenza di prodotto i prezzi di mercato sono buoni ma si teme un abbassamento dei prezzi di mercato se  si verificherà  la temuta  concentrazione di produzione fra gli areali produttivi del  Nord e del Sud Italia per effetto degli andamenti climatici avversi, in analogia al 2021 quando le gelate tardive colpirono duramente.

 I asparagi italiani in numeri

In Italia quest’anno la superficie in produzione è stimata in circa  9.500/9.800 ha . A questi  bisogna aggiungere circa 1000 ettari di giovani impianti che attendono di entrare  in produzione. Gli asparagi bianchi che rappresentano poco meno del 20% dell’intera superficie  nazionale, sono presenti solo in due regioni italiane  più precisamente  in Veneto ed in Friuli Venezia Giulia . Gli asparagi  viola ( il più conosciuto è il Violetto d’Albenga)  sono coltivati  quasi esclusivamente in Liguria. A trainare la produzione nazionale  sono sempre gli asparagi verdi di Puglia  che oggi rappresentano ancora  livelli produttivi superiori  ai 5.000ettari,  in Veneto si coltivano circa 2000 ha di asparagi  verdi e bianchi( 70%) . In Emilia-Romagna (circa 750 ettari) e in Lazio (500 ettari). In Campania la coltura interessa  oltre  400 ettari di asparagi verdi coltivati prevalentemente in serra. In Friuli Venezia Giulia si coltivano circa 200 ettari dei quali il 70 % bianchi. Si può affermare che per questa campagna 2021,  la superficie a livello nazionale rispetto al 2020  è diminuita di circa un 10% . La  riduzione più marcata si è verificata al sud dove il calo è stimato molto vicino al 15 % . Stabile invece la produzione nelle regioni minori ed in Campania e nel Nord, dove si ha qualche  nuovo investimento .  In leggero  aumento  la produzione di asparagi precoci riscaldati o con acque geotermiche come il Veneto, in Friuli Venezia Giulia  e nel Lazio, ma vi sono prove in atto che prevedono di impiegare acque  riscaldate da energie rinnovabili o come nel caso di un recentissimo e nuovo impianto, che utilizza come fonte energetica la  energia elettrica.